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Com'é la Martinica

Carnevale in Martinica

carnevale in martinica - gli uomini di creta

Il carnevale antillese s'inscrive in una tradizione carnevalesca universale, ma le influenze che ha subito sono più specificatamente europee.
Le festività carnevalesche si organizzano a partire dalla prima domenica successiva all'Epifania e giungono al loro apice nei giorni grassi.

Nel 2017 questi cinque giorni di festa popolare in Martinica saranno da sabato 25 febbraio a mercoledì 01 marzo.

I festeggiamenti iniziano subito dopo l’Epifania, vale a dire anche fino a due mesi prima del martedì grasso. Durante i fine settimana s’improvvisano parate carnevalesche, le feste private e le serate a tema si fanno via via più intense.

Le cittadine principali si mobilitano per organizzare i propri festeggiamenti, ogni domenica si susseguono sfilate in tutta l’isola.

Ogni comune elegge la sua regina e reginetta da portare in trionfo alla grande parata. Anche le nonne si disputeranno l’onore di essere la più bella in abiti tradizionali.

Intanto, lontano da occhi indiscreti, ogni comune ha preparato i nuovi costumi che rimarranno nascosti fino al “vidé” (sfilata carnevalesca) nelle strade di Fort de France, la Grande Parata che durerà 5 giorni...

In Martinica durante il carnevale tutto si ferma e tutti si animano.

I preparativi sono durati mesi e mesi.
Durante i cinque giorni di festeggiamenti ufficiali molti giovani non dormono all’inseguimento dei vidés di giorno e delle feste di notte.

Il re del carnevale, VAVAL (manichino satirico che rappresenta un politico, un personaggio in vista o un'istituzione) viene portato in sfilata per le strade, a capo di una folla festosa.
Accanto a Vaval sflilano le Regine del Carnevale elette nei diversi comuni.

I gruppi più famosi dell’isola si dividono tra una sfilata e l’altra tra nord e sud, nelle borgate è musica 24 ore su 24, le feste si susseguono.

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Fanno la loro comparsa le maschere tradizionali:

gli uomini di creta interamente spalmati di argilla rossa; i nègs gwo-sirop, uomini spalmati di sciroppo di canna e carbone (caricatura dello schiavo ribelle venuto dall'Africa, in opposizione allo schiavo creolo nato sull'isola); i mariann lapofigue, vestiti di foglie di banana; i moko-zombis, danzatori su trampoli d'ispirazione africana; le guiablesses, le diavolesse...tutto si mescola, i costumi sgargianti indossati da bellissime ragazze, i giovani di quartiere che si travestono da donne con string in pizzo...

Durante i vidé tutto è travolto da una musica indemoniata, i tamburi, i clarinetti e le trombe sono accompagnati da barili, bambù, pentole tutto diventa strumento di percussione, i ritmi si mescolano, lo zouk, la stell band, il beguin sono suonati tutti insieme.
Esiste addirittura la parata in pigiama che ha inizio alle 5 del mattino, tutti in pantofole in giro per la città di Lamentin.

L’apice dei festeggiamenti avviene nei quattro giorni prima del Mercoledì delle Ceneri.

Ogni giorno è a tema:
sabato e domenica ognuno si maschera come vuole, lunedì é il giorno dei i matrimoni burleschi, una sfilata di uomini mascherati da sposini, chi a piedi, chi sui carri e sulle brad jak...

Martedì è di scena il diavolo: tutti vestiti di rosso nelle sembianze del diavolo.

Infine il Mercoledì delle Ceneri, giorno di carnevale dedicato alle joyeuses pleureuses (diablesses, diavolesse che piangono la morte di Vaval), tutti in lutto vestiti di nero e bianco per la morte di Vaval, che verrà bruciato sul rogo al calare della sera.

E' la fine delle festività e si entra nel periodo di rigore ed astinenza della Quaresima, che dura fino a Pasqua. La Quaresima, fatta di restrizioni e privazioni, corrisponde al periodo della stagione secca in Martinica. La tradizione vuole che non si balli, che non si ascolti musica e che le celebrazioni dei matrimoni e delle feste siano rimandate ad altri periodi.

UN PO' DI STORIA

Il carnevale é stato introdotto in Martinica a Saint Pierre dai francesi cattolici nel 18° secolo. Nel 17° e 18° secolo era una festa riservata ai ricchi coloni, con sontuosi ricevimenti in maschera.
Soltanto dopo l'abolizione della schiavitù nel 1848 il carnevale si democratizza e acquisisce delle forme particolari grazie all'influenza degli antichi schiavi che hanno arricchito questa festa con le loro credenze e con i loro strumenti musicali: tamburi,cha-cha, ti-bois…

Il Carnevale di Saint Pierre
Dal 1848 al 1902 il Carnevale di Saint Pierre é particolarmente rinomato in Martinica, nonostante questa festa si svolgesse sotto il segno della discriminazione. In effetti, da un lato i coloni e i loro balli in maschera, serate private e banchetti che si svolgevano in costumi sontuosi, dall'altra parte i festeggiamenti e i vidés nègres. Dopo la catastrofe di Saint Pierre, le festività carnevalesche si sono fermate due anni in Martinica .

E' così che il polo del Carnevale diventa Fort de France.

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