menu site web

Com'é la Martinica

Calebasse

albero e frutto della calebasse

Il Calebassier (l'albero della calebasse)
Crescentia cujete L. - Famiglia Bignoniaceae

Il calebassier o arbre à calebasse é un piccolo albero originario dell'America continentale, dai 3 agli 8 metri di altezza, con un tronco corto, ricoperto da una corteccia rugosa grigio-biancastra, lunghi rami quasi orizzontali e foglie a spatola, di un verde brillante.

Il tronco e i rami producono dei bei fiori bianchi, che danno il frutto chiamato appunto Calebasse.

La grandezza e la forma dei frutti (bacche) é variabile a seconda della pianta: dalla grandezza di una pera a quella di una zucca, possono essere tondi o allungati, con un diametro dai 10 ai 35 cm. e una "buccia" legnosa.

Il guscio é molto resistente e si presta come eccellente recipiente.

I recipienti sono chiamati "couis", spesso vengono usati come piatti.

L'uso della calebasse é conosciuto già dai Caribi: Padre Labat scrive che gli Indiani avevano l'abitudine di decorare i gusci con incisioni e disegni, uso che é protratto ancora oggi dagli artigiani locali.

Sono soprattutto gli usi domestici che ne fanno un frutto molto utile. I caribi ne facevano recipienti di ogni tipo, tazze, cucchiai.

Una volta svuotata dalla sua polpa biancastra e dopo un'attenta pulizia e levigatura, la calebasse viene fatta seccare e usata come recipiente anche per liquidi. E' possibile anche mettere il recipiente sul fuoco per far bollire l'acqua.

La calebasse dell'America centrale si distingue da quella africana, che é invece una zucca il cui guscio viene decorato e utilizzato per scopi principalmente ornamentali e magico-rituali.

Le proprietà terapeutiche

La polpa si impiegava cruda e a freddo per trattare le bruciature. Veniva anche utilizzata per le cefalee dovute a un'insolazione. Dalla polpa si ricavava anche un succo che veniva somministrato per tutti i tipi di coliche e per tutti gli animali.

Era d'uso anche farne una miscela con altre piante medicinali per lo sverminamento degli animali, o darla alle vacche partorienti per aumentarne il latte.

Era raccomandata anche per malattie respiratorie e polmonari e per alcune forme di disturbi intestinali.

Retour haut de page